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2 Ago · Mutart · No Comments

Perché alle feste si fa il brindisi?

Vi siete mai chiesti da cosa deriva l’usanza di brindare per festeggiare un avvenimento importante? Il gesto di far tintinnare i bicchieri tra loro in segno di buon augurio ha origine nell’antica Roma: secondo le fonti, i romani usavano far toccare il proprio calice di vino con quello dei loro vicini di banchetto in modo da far travasare un po’ del loro vino negli altri bicchieri. Tale gesto serviva a scongiurare il rischi di omicidio per avvelenamento, pratica molto diffusa all’epoca per eliminare i nemici scomodi senza lasciare traccia.

Oggi il brindisi è un modo per condividere un momento di gioia con i propri commensali, esprimendo sentimenti di amicizia e di affetto. Quest’usanza assume caratteri diversi a seconda del Paese in cui viene praticata: in Spagna, ad esempio, viene attuata una vera e propria coreografia di mani e braccia che si intrecciano tenendo il bicchiere in mano e pronunciando frasi di buon auspicio. Se si sta facendo un brindisi con qualcuno che non beve vino o che beve un altro tipo di drink, la tradizione vuole che i bicchieri non si tocchino, frapponendo una mano tra di essi. Un’abitudine analoga è tipica di noi italiani, che evitiamo categoricamente di brindare con l’acqua oppure di avvicinare i bicchieri di plastica tra loro.

L’origine dei termini “brindisi” e “Cin cin”

La parola “brindisi” deriva dallo spagnolo “brindis”, che a sua volta si riferisce al modo di dire “bring dir’s” (lo porto verso di te, il bicchiere) utilizzato durante i banchetti in Germania. Quando si fa il brindisi si pronunciano motti di augurio ad alta voce, come il latino “Prosit” che deriva dal verbo prodesse e significa “sia di giovamento”.

Attualmente il re dei motti è “Cin cin”, un detto che nasce in Cina e che è stato importato nel nostro continente dai marinai inglesi che effettuavano viaggi commerciali. Il termine originale “ch’ing ch’ing” (prego, prego), tramutato successivamente in “chin chin” dai naviganti in età vittoriana, è stato subito ben accolto nella lingua italiana perché ricorda proprio il tintinnio dei calici durante il brindisi. È interessante sapere che nella lingua cinese in uso oggi “ch’ing ch’ing” significa “bacio”, per cui si potrebbe dire in senso metaforico che il tocco dei bicchieri equivale al bacio che ci si scambia in onore di qualcosa o qualcuno bevendo in compagnia.

Il corrispettivo della parola “Cin cin” in Italia è “Alla salute!”, in Inghilterra è “Cheers”, in Albania “Gezuar”, in Brasile “Cin cin saude”, in Francia “À la santè!”.

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